Aziende internazionali e investimenti esteri in Siria 2026 in energia, porti e aeroporti

Aziende internazionali e investimenti esteri in Siria 2026: accordi documentati, settori e rischi

Entro il 2026 aziende e fondi di Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Turchia, Stati Uniti, Italia e Kuwait hanno annunciato o firmato accordi di investimento in Siria. I più rilevanti riguardano lo sviluppo del porto di Tartus con DP World, l’ampliamento dell’aeroporto di Damasco con UCC Holding, centrali elettriche per 7 miliardi di dollari e progetti sauditi nelle telecomunicazioni e nel trasporto aereo. Tuttavia, una parte consistente di questi accordi è costituita da memorandum d’intesa non ancora trasformati in contratti vincolanti.

Questo articolo offre un quadro documentato delle principali aziende internazionali e degli investimenti esteri in Siria nel 2026, così come riportati da fonti ufficiali e dai media internazionali, con date e settori. Spiega poi cosa significano questi accordi per un nuovo investitore, quali sono i passi pratici per entrare nel mercato e quali rischi vanno valutati con realismo. Abbiamo incluso soltanto gli accordi verificabili attraverso fonti pubblicate.

Quali grandi aziende internazionali hanno firmato investimenti in Siria dal 2025?

L’ondata di grandi accordi è iniziata nella primavera e nell’estate del 2025, dopo l’allentamento delle sanzioni occidentali, ed è proseguita per tutto il 2026. Gli accordi annunciati si concentrano su infrastrutture, energia, porti, aviazione, telecomunicazioni e immobiliare. La tabella seguente riassume i principali accordi verificati:

Data Azienda / Ente Paese Settore Valore annunciato Natura dell’accordo
29 maggio 2025 Consorzio guidato da UCC Holding con Kalyon, Cengiz Enerji e Power International USA Qatar, Turchia, Stati Uniti Generazione elettrica 7 miliardi di dollari Descritto come memorandum d’intesa
13 luglio 2025 DP World Emirati Arabi Uniti Porti (Tartus) 800 milioni di dollari Concessione trentennale in regime BOT
Luglio 2025 Forum degli investimenti siro-saudita (47 accordi) Arabia Saudita Multisettoriale Circa 6,4 miliardi di dollari Accordi e partnership
6 agosto 2025 UCC Holding Qatar Aeroporto internazionale di Damasco 4 miliardi di dollari Parte di un pacchetto di 12 progetti
6 agosto 2025 Un ente nazionale di investimento emiratino Emirati Arabi Uniti Metropolitana di Damasco 2 miliardi di dollari Parte dello stesso pacchetto
6 agosto 2025 UBAKO Italia Immobiliare (Damascus Towers) 2 miliardi di dollari Parte dello stesso pacchetto
4 febbraio 2026 Chevron con Power International Holding Stati Uniti, Qatar Petrolio e gas offshore Non dichiarato Memorandum d’intesa
7 febbraio 2026 Fondo “Elaf”, flynas, stc, ACWA Power Arabia Saudita Aeroporti, aviazione, telecomunicazioni, acqua Circa 2 miliardi per gli aeroporti e circa 1 miliardo per le telecomunicazioni Pacchetto di accordi
Metà 2026 Zain Group Kuwait Telefonia mobile Licenza da 747 milioni di dollari e investimenti oltre 1,5 miliardi Licenza ventennale rinnovabile per 5 anni

Va precisato che i valori indicati sono quelli annunciati al momento della firma e non importi effettivamente spesi. Molti di questi progetti hanno tempi di realizzazione che si estendono per anni o decenni.

Quali investimenti sono stati annunciati nel settore dell’energia e del petrolio?

L’energia è il settore che attira maggiormente i grandi investitori, perché la carenza di elettricità è stata uno dei principali ostacoli alla ripresa. Il 29 maggio 2025, nel Palazzo del Popolo di Damasco, il governo siriano ha firmato un accordo da 7 miliardi di dollari con un consorzio guidato dalla qatariota UCC Holding, che comprende le turche Kalyon GES e Cengiz Enerji e la statunitense Power International USA. L’accordo punta a generare circa 5.000 megawatt attraverso quattro centrali a gas nella Siria centrale e orientale, oltre a un impianto solare da 1.000 megawatt nel sud. Alcuni resoconti hanno definito la firma un memorandum d’intesa: l’impegno definitivo dipende quindi dai contratti di dettaglio e dal finanziamento.

Il 4 febbraio 2026 la Syrian Petroleum Company ha firmato un memorandum d’intesa con la statunitense Chevron e la qatariota Power International Holding per l’esplorazione e lo sviluppo di petrolio e gas nelle acque territoriali siriane: è il primo passo ufficiale verso l’esplorazione offshore nel Paese. L’amministratore delegato della Syrian Petroleum Company ha dichiarato che potrebbero servire fino a quattro anni per raggiungere le riserve di gas; il valore economico dell’accordo non è stato reso noto.

Sempre a febbraio 2026 il Ministero dell’Energia ha firmato anche un accordo nel settore idrico con la saudita ACWA Power, specializzata in generazione elettrica e dissalazione. Per approfondire le opportunità di questo settore è possibile consultare la pagina investire nel settore petrolifero e delle energie alternative in Siria.

Chi investe nei porti e negli aeroporti siriani?

Porto di Tartus

Il 13 luglio 2025 DP World ha firmato con l’Autorità generale dei porti terrestri e marittimi della Siria un accordo di concessione per sviluppare e gestire il porto di Tartus per 30 anni, con un investimento annunciato di 800 milioni di dollari nell’arco della concessione, secondo il modello costruzione, gestione e trasferimento (BOT).

Aeroporto internazionale di Damasco

Nell’ambito di un pacchetto annunciato dall’Autorità siriana per gli investimenti il 6 agosto 2025, comprendente 12 progetti per un valore complessivo di circa 14 miliardi di dollari, circa 4 miliardi di dollari sono stati destinati al progetto dell’aeroporto di Damasco con la qatariota UCC Holding. Gli accordi sono stati annunciati dal presidente dell’Autorità, Talal al-Hilali, alla presenza del presidente Ahmed al-Sharaa e dell’inviato statunitense Tom Barrack.

Aeroporti di Aleppo e flynas Syria

Il 7 febbraio 2026 il ministro saudita degli Investimenti, Khalid Al-Falih, ha annunciato che il nuovo fondo “Elaf” destinerà circa 2 miliardi di dollari (7,5 miliardi di riyal) allo sviluppo di due aeroporti ad Aleppo. La compagnia saudita flynas ha concordato con l’Autorità siriana dell’aviazione civile la creazione di una compagnia low cost denominata “flynas Syria”, di cui la parte siriana detiene il 51%; secondo quanto annunciato, le operazioni dovrebbero iniziare nell’ultimo trimestre del 2026.

Che cosa è cambiato nelle telecomunicazioni e in internet?

Nel 2026 il settore delle telecomunicazioni ha registrato due svolte importanti:

  • Progetto SilkLink: annunciato il 7 febbraio 2026 sotto la guida del gruppo saudita stc, con investimenti per circa 1 miliardo di dollari secondo il ministro delle Comunicazioni Abdulsalam Haykal; prevede migliaia di chilometri di cavi per rafforzare la connettività tra Asia ed Europa.
  • Licenza mobile di Zain: a metà 2026 il gruppo kuwaitiano Zain ha ottenuto una licenza per gestire la rete mobile esistente al costo di 747 milioni di dollari, per 20 anni rinnovabili per altri cinque; Zain detiene il 75% della società operativa, mentre il restante 25% appartiene a un ente governativo siriano. Il gruppo intende investire oltre 1,5 miliardi di dollari e il lancio di “Zain Syria” è previsto nel primo trimestre del 2027, subordinatamente alle condizioni regolamentari.
  • Impatto per gli investitori: il miglioramento dell’infrastruttura digitale si riflette su servizi, e-commerce e formazione a distanza, ma le tempistiche annunciate possono cambiare.

Quali investimenti sono stati annunciati nell’immobiliare e nelle costruzioni?

L’immobiliare è stato una componente evidente del pacchetto di agosto 2025: comprendeva il progetto “Damascus Towers” da 2 miliardi di dollari con l’italiana UBAKO, il progetto “Baramkeh Towers” da 500 milioni di dollari e l’accordo per il “Baramkeh Mall” da 60 milioni di dollari, oltre al progetto della metropolitana di Damasco da 2 miliardi di dollari con un ente nazionale di investimento emiratino. Le fonti disponibili non indicano le società esecutrici dei due progetti di Baramkeh.

Anche gli accordi del Forum degli investimenti siro-saudita di luglio 2025 (47 accordi per circa 6,4 miliardi di dollari) hanno riguardato immobiliare, infrastrutture, industria, turismo, sanità e finanza. Chi valuta questo settore deve verificare con attenzione la proprietà dei terreni e le autorizzazioni; per maggiori dettagli si veda investire nelle costruzioni e nell’immobiliare in Siria.

Qual è il quadro giuridico degli investimenti esteri in Siria nel 2026?

Nel luglio 2025 il presidente Ahmed al-Sharaa ha emanato il Decreto n. 114 del 2025, che modifica la Legge sugli investimenti n. 18 del 2021. Secondo quanto pubblicato dall’agenzia ufficiale SANA, le disposizioni principali sono:

  • Possibilità di proprietà straniera al 100% dei progetti, senza più l’obbligo di un socio locale.
  • Possibilità di trasferire all’estero utili e capitale secondo la normativa vigente.
  • Esenzioni fiscali e doganali totali per i progetti agricoli e sanitari.
  • Riduzioni fiscali fino all’80% per i progetti industriali orientati all’export.
  • Possibilità di impiegare manodopera straniera fino al 40% per colmare le carenze di competenze tecniche e manageriali.

Questi incentivi sono rilevanti soprattutto per i settori esenti, come gli investimenti nel settore sanitario e gli investimenti nel settore agricolo. Resta tuttavia decisiva l’applicazione concreta e le disposizioni attuative, da verificare progetto per progetto.

Qual è la situazione delle sanzioni internazionali sulla Siria nel 2026?

Nel dicembre 2025 il presidente statunitense Donald Trump ha firmato il National Defense Authorization Act per l’anno fiscale 2026, che includeva l’abrogazione del “Caesar Act”. Secondo The National, l’abrogazione prevede una revisione statunitense della situazione in Siria ogni 180 giorni per quattro anni, incentrata sulla lotta allo Stato Islamico, sull’allontanamento dei combattenti stranieri dagli incarichi governativi e sulla tutela dei diritti delle minoranze; Washington può imporre sanzioni a singoli individui se ritiene che Damasco abbia deviato dal percorso. Il rapporto ricorda inoltre che il Dipartimento del Tesoro statunitense ha rimosso la Siria dall’elenco dei programmi sanzionatori nell’agosto 2025.

In pratica, il contesto giuridico è oggi più aperto che in qualsiasi momento dal 2011, ma non privo di condizioni. Restano in vigore sanzioni su specifici individui ed entità, e la verifica di conformità dei partner locali e dell’origine dei fondi rimane indispensabile prima di qualsiasi trasferimento o partnership.

Che cosa significano questi accordi per un nuovo investitore?

L’ingresso di aziende delle dimensioni di Chevron, DP World, Zain e stc ha diverse implicazioni pratiche:

  • Un segnale di fiducia relativa: la presenza di gruppi internazionali soggetti a rigorosi standard di compliance indica che il quadro giuridico e il regime sanzionatorio consentono ormai di operare, ma non garantisce il successo di nessun altro progetto.
  • Opportunità nelle catene di fornitura: i grandi progetti richiedono appaltatori locali, fornitori di materiali edili, trasporti e logistica, servizi di alloggio e ristorazione e manutenzione: opportunità più adatte all’investitore medio e piccolo.
  • Infrastrutture in graduale miglioramento: elettricità, porti e telecomunicazioni, una volta completati, riducono i costi operativi di stabilimenti e attività commerciali.
  • Concorrenza crescente: l’arrivo di ingenti capitali del Golfo e internazionali fa salire i prezzi in alcune zone immobiliari e aumenta la competizione per terreni e licenze.

Idee di progetto adatte a investimenti di diverse dimensioni sono disponibili nella pagina progetti proposti per investire in Siria.

Quali sono i rischi e i passi pratici per un nuovo investitore?

I rischi da considerare

È necessario trattare con prudenza le cifre annunciate. Al Jazeera ha riportato il parere dell’analista Benjamin Feve della società di consulenza Karam Shaar Advisory, secondo cui gli accordi sauditi di febbraio 2026 sono più un “segnale politico” che una svolta economica nel breve termine; ha inoltre segnalato le critiche al governo per aver annunciato promesse di sviluppo basate su impegni scritti, molti dei quali non si sono tradotti in contratti vincolanti. Le Nazioni Unite stimano il costo della ricostruzione in oltre 400 miliardi di dollari: il fabbisogno supera di gran lunga quanto annunciato finora.

I rischi principali comprendono:

  • Rischio di esecuzione: i memorandum d’intesa non sono contratti definitivi e le tempistiche possono slittare.
  • Rischi di sicurezza e regionali: in alcune aree si verificano ancora episodi isolati di insicurezza, e le tensioni regionali del 2026 hanno inciso sull’intera area.
  • Rischio di compliance: la possibilità di sanzioni contro specifici individui impone verifiche accurate sull’identità dei partner.
  • Rischi di proprietà e documentazione: soprattutto nell’immobiliare, dove i titoli di proprietà richiedono verifiche scrupolose.
  • Rischio del sistema finanziario: il settore bancario è ancora in fase di ammodernamento, il che può rallentare i trasferimenti.

Quali sono i passi pratici per entrare nel mercato siriano nel 2026?

  1. Definire il settore e l’entità dell’investimento: confrontare i settori esenti da imposte (sanità e agricoltura) con quelli ad alta domanda (costruzioni, energia, servizi).
  2. Uno studio di fattibilità realistico: stimare costi, domanda, tassi di cambio e fonti energetiche invece di affidarsi a cifre generiche.
  3. Due diligence legale e compliance: verificare partner, fornitori, liste sanzionatorie e proprietà immobiliari.
  4. Scegliere la forma giuridica e registrarsi: registrare la società e ottenere la licenza tramite l’Autorità siriana per gli investimenti o gli enti competenti.
  5. Organizzare finanziamento e trasferimenti: individuare canali bancari affidabili per trasferire capitale e utili nel rispetto della normativa.
  6. Scegliere la sede e procedere per fasi: partire con una fase pilota prima di espandersi, soprattutto nei settori legati ai grandi progetti.

Come può aiutarti Syria Gateway?

Syria Gateway è una società di consulenza per gli investimenti con sedi a Damasco e Aleppo, che assiste investitori stranieri e siriani della diaspora nelle diverse fasi di ingresso nel mercato. I nostri servizi comprendono:

  • Registrazione di società e rilascio di licenze.
  • Consulenza legale e fiscale.
  • Assistenza nelle pratiche per visti e permessi di soggiorno.
  • Scelta della sede e studi di fattibilità.
  • Una prima consulenza gratuita per valutare la tua idea di investimento.

Non promettiamo rendimenti specifici: ti aiutiamo a prendere decisioni basate su informazioni documentate e procedure corrette. Puoi richiedere una consulenza dalla pagina Contattaci.

Domande frequenti

Qual è il più grande investimento estero annunciato in Siria fino al 2026?

Tra gli accordi più grandi annunciati figurano l’intesa energetica da 7 miliardi di dollari con un consorzio guidato dalla qatariota UCC Holding a maggio 2025 e il progetto dell’aeroporto di Damasco da 4 miliardi di dollari con la stessa società ad agosto 2025.

Uno straniero può possedere al 100% un’attività in Siria?

Sì. In base al Decreto n. 114 del 2025, che modifica la Legge sugli investimenti, è consentita la piena proprietà straniera dei progetti senza obbligo di un socio locale, nel rispetto delle norme e delle licenze specifiche di ciascun settore.

Le sanzioni statunitensi sulla Siria sono state revocate completamente?

Il Caesar Act è stato abrogato nel dicembre 2025, ma l’abrogazione è legata a revisioni periodiche ogni 180 giorni e restano possibili sanzioni contro singoli individui. Per questo la verifica di conformità rimane indispensabile.

Quali Paesi investono di più in Siria?

In base agli accordi annunciati, in testa ci sono Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, insieme ad aziende di Turchia, Stati Uniti, Italia e Kuwait.

Tutti gli accordi annunciati sono contratti definitivi?

No. Diversi grandi accordi sono stati descritti come memorandum d’intesa, come quello di Chevron per l’esplorazione offshore, e per alcuni non è stato reso noto il valore economico. Occorre quindi distinguere tra annuncio ed effettiva realizzazione.

Quali settori godono di esenzioni fiscali totali?

Secondo quanto pubblicato da SANA sul Decreto 114, i progetti agricoli e sanitari beneficiano di esenzioni totali, mentre i progetti industriali orientati all’export ottengono riduzioni fino all’80%.

Se stai valutando l’ingresso nel mercato siriano e desideri una valutazione realistica della tua opportunità e dei relativi rischi, contatta il team di Syria Gateway al numero +90 553 406 0015 o via e-mail all’indirizzo info@syriangateway.com per prenotare una prima consulenza gratuita.

Fonti

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